Valentina Acierno
Vicens Vidal
Victor Rahola
Xabier Eizaguirre
Xabier Unzurrunzaga
Xavier Fàbregas
Xavier Monteys
Xavier Rubert de Ventós
Zaida Muxí
Àlex Giménez
Amador Ferrer
Angel Martín
Anton Pàmies
Antoni Llena
Antoni Marí
Antonio Font
Aquiles González
Ariella Masboungi
Axel Fohl
Beth Galí
 
Una visita a Milano.
In quel periodo Manuel lavorava con Rafael
Moneo al progetto dell’edificio La Illa Diagonal di Barcellona (1986-94) e tra noi, tra Milano e Barcellona, c’era un dialogo a distanza a proposito del ‘progetto urbano’, l’argomento sul quale stava scrivendo il saggio su Lotus dal titolo: Un’altra tradizione moderna. Dalla rottura dell’anno trenta al progetto urbano moderno. Manuel, dopo aver studiato con Ludovico Quaroni a Roma e Jose Luis Sert ad Harvard, aveva fondato nel 1968 il Laboratorio di Urbanistica, un centro di ricerca della Scuola di Architettura di Barcellona dove era professore di Urban Design, ed era diventato quel personaggio speciale nel contesto spagnolo ed europeo essendosi posto a cavallo - o al centro - tra urbanistica e architettura.
Di quelle tesi sul ‘progetto urbano’ scritte nel 1989 – tesi riguardanti le complesse operazioni a cavallo tra urbanistica e architettura destinate a diventare decisive per la trasformazione della città – il progetto della Illa Diagonal voleva essere una sorta di manifesto. La Illa Diagonal, un enorme centro commerciale con annessi svariati tipi di negozi, uffici, ristoranti ecc. era la più grande operazione urbana nella Barcellona delle Olimpiadi del ’92,
importante per la sua analisi tipologica e per il riordino degli spazi pubblici oltre che una dimostrazione delle tesi sul progetto urbano.
In questa circostanza il progetto urbano era interpretato come una “supermanzana” che organizza un’intera parte di città con la creazione di attrezzature di quartiere, l’integrazione di altre costruzioni private, ecc. e soprattutto che dimostra la possibilità di inserire un gigantesco centro commerciale nel cuore di Barcellona, continuando a fare città invece di distruggerla. Ma perché Manuel,
se aveva dei dubbi sul suo progetto, mi chiedeva di accompagnarlo a esplorare certe architetture milanesi degli anni trenta, gli edifici del cosiddetto ‘novecento’? Queste architetture noi milanesi le guardavamo con diffidenza, per non dire altro, con il risultato che i nostri discorsi e le nostre proposte di architettura urbana soffrivano di un doppio impedimento non potendo rifarci agli esempi del razionalismo italiano, sostanzialmente antiurbani, mentre l’architettura del ‘novecento’ degli anni ‘30 -Muzio, Portaluppi, Ponti, ecc.- non sembrava spendibile in quanto antimoderna, fascista, ecc. Per contro Manuel, con le sue recenti prese di posizione sulla città, era riuscito a sfuggire alle tentazioni superpassatiste così diffuse in quel periodo presso coloro che si battevano per la ripresa
dell’architettura urbana e aveva recuperato quanto di moderno si poteva riconoscere nell’esperienza del ‘novecento’ e, del resto, questo era un argomento del suo saggio circa ‘un’altra tradizione moderna’. Tuttavia non riuscivo ancora a comprendere del tutto i motivi del suo interesse speciale per l’architettura milanese degli anni trenta. Fu durante i giri di perlustrazione fatti insieme che iniziai a capire meglio. Manuel voleva fare della sua Illa un ‘edificio urbano moderno’ e Barcellona non disponeva di un’esperienza di architettura urbana paragonabile a quella del ‘novecento’ milanese e il resto della Spagna men che meno. Alla fine dopo aver visto dei Gio Ponti, dei Muzio, l’attenzione cadde sull’urbanità di un edificio di Portaluppi in via Torino che non avevo mai preso in considerazione pur facendo parte di un mondo di cose a portata di mano. Mentre Manuel sembrava stesse scoprendo qualcosa di speciale in quell’edificio. Poi, di fronte alla realizzazione della Diagonal, con i volumi gradonati in set back come un grattacielo steso in orizzontale, il basamento rivestito in pietra nera, l’orditura delle superfici dei volumi e gli altri dettagli, credo di aver capito che cosa aveva scoperto. / Milano